AVIDVOID

  • Concept a cura di O. Giovannini/gruppo S.A.N. e D. Francesca
    Con: Liliana Cortese, Davide Francesca, Olivia Giovannini
    Concezione coreografica: Olivia Giovannini
    Disegno luci e scene: Davide Francesca, Olivia Giovannini, Andrea Orlando
    Sound design: Andrea Orlando

     

    Nella sua prima forma, il progetto AVIDVOID prende vita scorrendo frammenti coreografici che, attraverso un formato di improvvisazione, i performer collocano in uno spazio in cui non si racconta una storia ma si abitano corpi in bilico tra anatomia ed emozione, figure abbandonate e prive di senso dell’orientamento che tracciano percorsi sfiorandosi senza vedersi. Si arriva così ad una MISE EN ESPACE estemporanea in cui danza, azioni, design sonoro live e luoghi di luce, creano una dimensione impura e sospesa per aprire la possibilità a visioni/allucinazioni future.

     

    IO NON HO PAURA DI MORIRE, MA SE IL LUPO MI MORDESSE SOFFRIREI
    (Aprile 2011-Rassegna di Danza Contemporanea Sagome – Teatro Hops – Genova)

     

     

  • Concept a cura di O. Giovannini/gruppo S.A.N. e D. Francesca
    Con: Liliana Cortese, Davide Francesca, Olivia Giovannini
    Guests: Alessio Glisenti, Alexander Nurulaeff, Demian Troiano Hackman
    Concezione coreografica: Olivia Giovannini
    Disegno luci e scene: Davide Francesca, Olivia Giovannini, Andrea Orlando
    Sound design e turntable live: dj reverse-Matteo Forli feat monophono-Andrea Orlando

     

     

    Da questa favola si impara che […] non tutti i Lupi sono della stessa sorta; ce n’è un tipo dall’apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! A chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose! (Charles Perrault, Le Petit Chaperon Rouge).
    Un’istintiva fascinazione per la fiaba di Cappuccetto Rosso lascia alcune tracce galleggianti nel desiderio creativo: il Lupo indossa la maschera dell’Uomo e si fa simbolo di una persona che, divorando sentimenti ed emozioni, riduce le proprie prede a contorni di sagome vuote, simulacri segnici i cui corpi ancora vivi sussurrano la crudeltà contenuta nel gesto dell’abbandono. Ciò che resta è un vuoto (a void) che vorremmo evitare, scansare, schivare (avoid), un vuoto avido (avid void) che ingoia ogni sentimento

     

     

    ¡GANG BANG! AVIDVOID proj. è un progetto realizzato con il sostegno di
    PRE-VISIONI/FONDAZIONE LUZZATI-TEATRO DELLA TOSSE, Genova.

     

    Video →

     


  • GANG BANG! AVIDVOID proj.
    a cura di S.A.N.

     

     

    “Un bosco discoteca. Strisce trasparenti appese come alberi dietro cui nascondersi. Uomini lupo come guardie del corpo guardone si avvistano ai lati, sfregandosi le mani dopo aver indossato guanti bianchi.
    Per uccidere meglio e più eleganti.
    Al suono di una musica assordante, per non far sentire alcun rumore, stanno in mezzo due corpi di donne bambine in pericolo. Cappuccetti rossi, che scoprono dentro di sè ombre nere, o nudi pallidi.
    Trying to avoid, cercando di evitare, scansando, schivando la fine dietro l’angolo.
    Che poi la fine è una caduta , una collisione dove si lasciano tracce per il carnefice che ci vuole vittima. An avid void , un vuoto avido, perché è li che si finisce, dentro un buco nero che ci attrae, dove andare a fare l’ultima danza senza orientamento, una danza che sbanda, prima di caderci dentro”.

     

     

    Marina Giardina
    29 aprile 2011 – PRE-VISIONI/FONDAZIONE LUZZATI-TEATRO DELLA TOSSE, Genova.