OLIVIA GIOVANNINI

progetto CROSSING THE BORDERS

CROSSING THE BORDERS
 
Crossing the Borders è uno scambio interculturale giovanile organizzato dall’Associazione PECO – Progetti Europei di Cooperazione Genova e dall’Associazione RETE DANZACONTEMPOLIGURE, finanziato dalla Commissione Europea tramite il Programma Erasmus+. Il progetto del 2017 è stato realizzato con il sostegno di Goethe-Institut Genua.
 
Crossing the Borders si basa sull’idea che l’arte sia strumento privilegiato di apprendimento interculturale: la metodologia peer-to-peer, caratteristica degli scambi interculturali, si arricchisce qui di un’importante occasione formativa attraverso workshop ed esperienze di gruppo basate sulla prevalenza del processo, che mettono in dialogo diverse forme d’arte grazie alla presenza di artisti professionisti in diversi settori.
 
Il progetto coinvolge ragazzi dai 18 ai 26 anni provenienti da vari paesi europei.
 
L’esperienza al centro di Crossing the Borders è la proposta di vivere insieme per una decina di giorni e superare i confini (come metafore di barriere culturali, linguistiche, spaziali, fisiche, di gruppo, individuali, interiori, simboliche) attraverso la naturale fusione interculturale di linguaggi artistici quali, ad esempio, le arti visive, la scrittura creativa, la danza e il teatro, il suono e altro ancora: i partecipanti allo scambio si incontrano senza scegliersi a priori, portando con sé aspettative, desideri e conoscenze rimescolate e messe in gioco durante un viaggio laboratoriale basato sullo scoprire insieme.
 
Crossing the Borders non vuole giungere ad un prodotto artistico finale ma il processo è in sé stesso, nella sua globalità e complessità di momenti, il risultato artistico: gli artisti conduttori dei workshop innescano un gioco creativo ed emozionale guidato ma – contemporaneamente – libero, prediligendo il tempo della sperimentazione. Si arriva, così, alla messa in comune degli elementi scaturiti dai partecipanti, in un percorso oltre le proprie “comfort zones”: i suoni, le immagini, i gesti, le parole, la danza dei ragazzi vengono organizzati all’interno di gruppi di lavoro interdisciplinari per confluire in alcuni video o performance live che raccontano i giorni della scambio come esperienza non solo centrata sulla pratica laboratoriale giornaliera ma che coinvolge l’intero periodo di convivenza.
 
ORGANIZZAZIONE:
> P.E.CO. – www.peco.genova.it
> RETE DANZACONTEMPOLIGURE – www.retedanzacontempoligure.org
 
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CROSSING THE BORDERS 1
10>>18/10/015 – San Desiderio > Sala Dogana – Genova
 
Sabato 17 ottobre 2015, in Sala Dogana Genova, il progetto Crossing The Borders, finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Erasmus+ e organizzato dall’Associazione PECO – Progetti Europei di Cooperazione Genova, ha aperto a tutti le porte di un’esperienza che ha visto coinvolti 42 ragazzi provenienti da Portogallo, Olanda, Germania, Italia e Romania, a Genova per 10 giorni per uno scambio internazionale sulla tematica dell’attraversamento dei confini personali e culturali attraverso l’arte. Contesto dello scambio è stato il festival di musica elettronica Electropark Festival.
Ogni cosa presente in Sala Dogana è stata il frutto di un intenso lavoro che gli artisti conduttori hanno portato avanti in questi giorni con i ragazzi. Ogni suono, ogni immagine, ogni lavoro sul corpo, ogni componente dell’allestimento, è solo una piccolissima parte di una settimana di intrecciarsi di opinioni, visioni, modi di pensare e di fare arte ma sopratutto di un oltrepassare i propri confini personali e culturali per costruire uno stare insieme inedito: all’ostello di San Desiderio, dove si è lavorato e vissuto per dieci giorni, in ogni angolo c’erano ragazzi che producevano suono, componevano musica, “rappavano”, disegnavano, fotografavano, facevano video, ballavano, si allenavano, si parlavano.
La condivisione pubblica di questo percorso tiene conto del fatto che le performance finali non riescono mai ad esprimere l’intera complessità di un processo fatto di entusiasmo, scambio, stanchezza, pensieri, risate: fatto di persone disposte ad accantonare dei pezzetti delle loro “comfort zones” per incontrare “altro”.
 
ARTISTI CONDUTTORI:
> Danza contemporanea/performance art: Olivia Giovannini
> Teatro: Elisabetta Carosio
> Arte Visiva: Cecilia Maafs
> Suono: Riccardo Alfano
 
Grazie a Tommaso Cosentino Pescetto e Katia Bortolozzo di PECO e Alessandro Mazzone di Forevergreen.fm
Grazie all’entusiasmo e alla generosità di Matteo Brizio per parte dell’outfit della perfomance
Alcune foto sono frutto dello sguardo amorevole di Giulia Ferrando > – www.giuliaferrando.it
Grazie a Sala Dogana Genova e Gianna Caviglia


 
CROSSING THE BORDERS 1
Faas & Possessivo & Young Jezus & Kriemz
Video by Kinooz
Mix by Mike Ekkelboom
This video was shot/edited in 2 hours in San Desiderio, close to Genova.
The track was also recorder and mixed in +/- 2 hours.

www.youtu.be/bJDRJ5TjdME
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CROSSING THE BORDERS 2
26/10 >> 5/11/17 – San Desiderio, Genova
 
L’arte contemporanea privilegia l’esperienza della creazione rispetto al risultato: ‘Art is Life’ è ciò che dicevano Allan Kaprow e gli altri artisti che, tra gli anni ’50 e gli anni ’60, iniziarono a concepire il processo creativo come opera d’arte – producendo happening invece che oggetti. Questo è esattamente ciò che accade a Crossing the Borders: attraverso il dialogo tra varie forme d’arte – scrittura, danza, musica, arte visiva – si vive immersi in un processo di gruppo che sconfina dai workshop e coinvolge ogni attimo di vita comunitaria. Superare i confini, personali e culturali, attraverso la messa in comune di competenze differenti e l’intreccio delle arti, avviene – qui – in modo naturale: chi danza si confronta con chi suona, chi fa arti visive necessita di sperimentare il corpo e di cercare parole, chi scrive fa confluire i propri testi nella musica, e così via, in giochi di connessione potenzialmente infiniti. Giochi di composizione artistica che sono, in sostanza, scambi tra persone. Giochi attraverso l’arte per scoprire un linguaggio comune.
L’obiettivo di Crossing the Borders non è quello di insegnare singole discipline artistiche – ci sono altri luoghi e momenti in cui imparare le tecniche necessarie al proprio desiderio artistico: Crossing the Borders cerca di trasmettere ai ragazzi la bellezza del confronto, come arricchirsi attraverso gli altri anche quando fanno cose differenti dalle nostre. L’arte, in questo caso, non è la singola specificità o talento ma, piuttosto, lo spazio nuovo che nasce miracolosamente tra quello che so fare io e quello che sai fare tu: lì ci sono le possibilità per incontrarsi.
La naturale interdisciplinarietà che si respira a Crossing the Borders ci conferma che il lavoro in sinergia rompe gli schemi e conduce alla ricerca di risposte personali e originali: è la messa in gioco nell’incontro con altro da sé che ci da la possibilità di maturare il nostro percorso insegnandoci a saper scegliere, se necessario, strade alternative rispetto a quelle pensate. Il processo creativo è, infatti, sempre legato a delle incognite: senza il tentativo di fuoriuscire dalle proprie comfort zones non esisterebbe possibilità di creazione. Abitare un processo artistico significa esserci con una presenza viva che consenta di bilanciare un pieno di conoscenza e un vuoto di scoperta; mantenere un proprio centro stabile ma dare fiducia a quello che accade; significa rendere il proprio background una sostanza forte ma fluida, in grado di attraversare situazioni nuove. Significa provare ad abbattere i propri muri per raggiungere gli altri perché nella differenza si cresce. Sulla via di una conoscenza di sé che prova a condurre ad una autentica e profonda espressività artistica, Crossing the Borders propone un approccio che non punta agli obiettivi finali ma parte da ciascuna persona, così come la incontriamo: la potenzialità creativa dello scambio di saperi è una buona base per crescere centrati ma liberi, oltre ai condizionamenti.
In questa seconda edizione di Crossing the Borders il concetto del superamento dei confini è stato espresso attraverso due temi portanti: i muri e la luce.
I muri sono limiti concreti che separano ancora oggi diverse regioni del mondo ma rappresentano anche i simboli di una protezione di sé che impedisce lo scambio con quello che percepiamo come altro da noi, come straniero: ‘Disconnect to Reconnect’ è la frase che appare in un’opera murale collettiva, esperienza condivisa dai ragazzi con l’artista Opiemme. La luce è una via per riconnetterci, trovando la strada che più ci appartiene; è speranza, futuro, vita.
Riflettendo sul significato dei muri e della luce nasce Shining Borders, un percorso in video tra parole, suoni, immagini, corpi, danza, disegno. Persone.
Attraverso un costante mischiarsi di opinioni, visioni, modi di pensare e di fare arte ma, soprattutto, attraverso un continuo oltrepassare i propri confini personali e culturali, Crossing the Borders ha proposto uno stare insieme inedito grazie alla concezione di alcune performance sul tema dei limiti e della luce. Il video raccoglie queste creazioni originali in una sintesi simbolica di Crossing the Borders: durante i dieci giorni dello scambio – in ogni angolo dell’ostello di San Desiderio – i ragazzi hanno prodotto suono, composto musica, cantato, disegnato, fotografato, fatto video, ballato, parlato, in un processo che dai singoli workshop artistici ha riverberato sull’intero periodo di convivenza e ha creato momenti di condivisone e confronto tra persone incontratesi senza essersi scelte a priori, con aspettative, desideri e conoscenze differenti rimescolati e messi in gioco durante un viaggio basato sullo scoprire insieme. Il video è stato presentato il 5 novembre 2017 all’interno di un talk al Museo di Arte Contemporanea di Genova Villa Croce.
‘Oltrepassare i confini può significare perdersi ma perdersi può costringerci a ricostruire i nostri punti di riferimento, a misurarci e a ridefinirci rispetto ad un altro contesto’ (Franco La Cecla)
 
ARTISTI CONDUTTORI:
> Arte pubblica/muralismo: OPIEMME – www.opiemme.com
> Danza contemporanea/performance art: Olivia Giovannini
> Sound engineering: Mike Ekkelboom (Netherlands)
> Video: Shaun Figaroa (Netherlands)
 
CON IL SOSTEGNO DI:
> Commissione Europea (Programma Erasmus+)
> Goethe-Institut Genua
> Open Your Art e Museo Villa Croce
 
Grazie a Tommaso Cosentino Pescetto e Marco Dimola di PECO
Alcune foto sono frutto dello sguardo amorevole di Giulia Ferrando > www.giuliaferrando.it