installazione per un corpo solo
di e con: Olivia Giovannini

Fra danza contemporanea e performance, il progetto intitolato #13 // on HER own sviluppa una serie di installazioni performative site-specific nate dal connubio tra testi riguardanti figure femminili appartenenti alla storia o alla mitologia – tratti da "Le nozze di Cadmo e Armonia" di R. Calasso - e luoghi che ne permettono simbolicamente una rievocazione; la relazione che si stabilisce tra testo e ambiente diventa tassello fondamentale di una visione performativa in cui far emergere l'abbandono e la solitudine interiore di cui sono state protagoniste queste donne.
Il progetto contiene installazioni che nascono in totale interazione con gli spazi dove vengono realizzate: l'incontro con il luogo offre la possibilità di ricreare il vissuto emotivo delle figure femminili scelte attraverso un lavoro corporeo prevalentemente astratto e visivo.
La scelta di utilizzare, come materiale di lavoro, teli di plastica di varie dimensioni e spessori, si colloca all'interno di una ricerca che vuole sottolineare metaforicamente l'isolamento presente nella dimensione della solitudine, in cui il corpo sceglie quando esporsi come crudamente solo e quando nascondersi dentro una trasparenza che lo trasfigura e lo rende altro da sé.

 



per Cre.Sta - festival di creatività stanziale
c/o Palazzo Bianco - Genova
a cura di ReteDanzaContempoLigure in collaborazione con Arbusti

Dioniso […] sentì nostalgia di un corpo imprendibile. […] 
Continuava a fantasticare di una donna forte e sfuggente, capace di colpirlo 
quanto egli stesso fosse capace di colpire lei. […] 
E sapeva già che lo avrebbe fuggito. […] 
Mai si era visto così disarmato. […] Perché (però poi) abbandonava tutte le donne? […]
Aura cercava una fonte. […] si stese all'ombra di un vasto albero. […] 
Scalzo, silenzioso, Dioniso si avvicinò. […] 
Aura dormiva ancora, in una tiepida ebbrezza […]. Era un corpo abbandonato, assopito sulla terra nuda, ma la terra stessa ondeggiava per celebrare le nozze e la chioma […] era scossa dall'Amadriade. [...]

Il giardino di Palazzo Bianco accoglie la storia di Aura, che beve alla fonte in cui Dioniso ha trasformato l'acqua in vino e poi si addormenta sotto la chioma di un grande albero; lì viene posseduta con l'inganno dal dio, strisciante ed impalpabile come il velo di plastica utilizzato dalla performer per rendere un corpo violato metafora di un'interiorità femminile saccheggiata.
Lo sguardo del pubblico è volutamente vicino, trasformandosi, così, da semplice testimone dei resti di una violenza subdola ad elemento che contribuisce ad essa attraverso l'atto dello stare a guardare questo "corpo abbandonato […] sulla terra nuda".



VIDEO: //vimeo.com/75656268





PHOTOS COURTESY OF:
Marco Pezzati  - www.marcopezzati.it/
Giulia Ferrando - //giuliaferrando.it/
Ilaria Caprifoglio  - /be.net/ilariacaprifoglio
Laura Milone
Stefania Volonghi
Emanuela Fava



per DanzaReTeatro
rassegna a cura di ReteDanzaContempoLigure in collaborazione con The Bogliasco Foundation

c/o The Bogliasco Foundation - Genova

Teseo abbandona Arianna non per una qualche ragione, o per un'altra donna, ma perché Arianna esce dalla sua memoria, in un momento che è tutti i momenti. Quando Teseo si distrae, qualcuno è perduto. […]. E il luogo dove Arianna rimane diventa, una volta per sempre, il paesaggio dell'amore abbandonato. [...] E' una spiaggia, battuta da onde fragorose, un luogo astratto […]. E' l'isola che nessuno abita, il luogo dell'ossessione circolare, da cui non vi è uscita. […] Questo è un luogo dell'anima...

La Terrazza del Fuoco, situata a picco sul mare nel meraviglioso parco della Bogliasco Foundation, offre lo spazio ideale in cui ricreare il senso di assoluta solitudine presente nell'anima di Arianna, abbandonata da Teseo "nell'isola di Nasso. Non più la casa dove si è nati, non certo la casa dove si sperava di essere accolti, e neppure un paese intermedio" ma un lido deserto e lontano da tutto. Lo sguardo del pubblico proviene dall'alto della terrazza soprastante e lascia, così, la performer sola nel rivivere emotivamente questo "luogo dell'ossessione circolare", reso ancora più evidente come tale da veli di plastica che, amplificando le spirali create dal vento, coprono e scoprono un corpo annichilito dall'abbandono.

VIDEO: //vimeo.com/75654440




PRESS

“[…] The two most ingenious usages of the landscape came from performers who had the audience watch from terraces above. In “#13/on HER own,” a near-naked Olivia Giovannini lay on a metal table half covered in billowing plastic sheets, twisting sculpturally as the gray sea churned behind. In “Mare Dentro,” Demian Troiano Hackman first writhed on the grass, then hurled himself repeatedly toward the railing separating him from a long drop [...]”
Roslyn Sulcas from Dance in the Birthplace of Pesto
on International Herald Tribune – the global edition of the New York Times
May 28, 2013   rendezvous.blogs.nytimes.com/2013/05/28/dance-in-the-birthplace-of-pesto/?_r=0

“[...] Usciti dallo chalet, torniamo a guardare verso il basso dove, avvolta in un mantello rosso, Olivia Giovannini, immobile, scruta il mare. Accanto a lei solo un tavolo di metallo circondato da veli di nylon. Il titolo è #13//on HER own: nuda, la performer è una scultura che si muove sulla scia delle onde che si frangono sugli scogli pochi metri sotto. Nel campo visivo del pubblico si staglia, inscindibile dalle rocce, una donna che attende, Arianna che attende Teseo. Si tratta di una visione, una bella visione, ma il percorso continua e siamo costretti a risalire [...]”
Gaia Clotilde Chernetich e Diego Pizzorno da Bogliasco, dove la danza trova l’America
in L'aringa critica – l'osservatorio critico ligustico
30 maggio 2013  aringacritica.wordpress.com/2013/05/30/bogliasco-dove-la-danza-trova-lamerica/


PHOTOS COURTESY OF:

Marco Pezzati - www.marcopezzati.it/
Alessandra Cavalli
Francesco Mancini

settembre 013 / UN DIO NON E' PRESENZA COSTANTE

site-specific: OPIEMME

per Rolli days - DANZA
c/o Palazzo Rosso - Genova
a cura di ReteDanzaContempoLigure in collaborazione con Artu

Io, Telefassa, Europa, Argiope, Pasifae, Arianna, Fedra. Questi nomi ci parlano di un volto largo, purissimo, splendente, che rischiara da lontano, che rischiara tutti, come la luna. Pallide e vaste figure, tremende, solitarie, cupe e desolate, amanti fatali, misteriose, condannate [...]. Che sarà di voi? Quali saranno i vostri destini? Dove potranno celarsi i vostri temibili amori? Quali terrori, quali pietà ispirate, quali tristezze immense e stupefatte risvegliate nell'essere umano chiamato a contemplare tanta sventura [...]

L'incontro con il lavoro site-specific di Opiemme, artista che esplora il territorio di confine tra poesia e immagine, conduce ad una serie di donne della mitologia greca, amanti di Zeus, i cui nomi sono diventati quelli di alcune lune di Giove in astronomia, "vaste figure, tremende, solitarie, cupe […] amanti fatali […] condannate ”. La messa in gioco corporea della perfomer si dipana nell'arco di due intere giornate, nel tentativo di abitare un tempo lungo di desolazione legato al destino di "Io, Telefassa, Europa, Argiope, Pasifae, Arianna, Fedra". Mimetizzata tra la cornice del settecentesco portale di Giacomo Gaggini, a Palazzo Rosso, e il disegno sul “muro” di plastica realizzato da Opiemme, la performer sta seduta sul marmo freddo, segna lo spazio con gesti rivolti ad una presenza assente, offre a tratti solo parti di sé attraverso le fessure create appositamente nel disegno.  Questo a significare che Un dio non è presenza costante frase che emerge dall'opera di Opiemme e che rende diretta l'emozione al centro della performance. Diventa, così, visibile l'essenza di quel dio, Zeus, che ama per un attimo di capriccio e subito si distrae ed abbandona (meccanica sentimentale diffusa nella velocità e incertezza del nostro egogentrico oggi).

VIDEO: //vimeo.com/76321740

 



PRESS

La pittura di Opiemme su un "muro di plastica", che verrà posizionato nella cornice del portale di Giacomo Gaggini, "commenterà" il lavoro della performer Olivia Giovannini, permettendole di evocare la serie di donne della mitologia greca, amanti di Zeus, i cui nomi sono diventati quelli di alcune lune di Giove in astronomia, e descritte da Roberto Calasso in "Le nozze di Cadmo ed Armonia", testo da cui trae ispirazione.
www.artribune.com/dettaglio/?type=event&id=26814

PHOTOS COURTESY OF:
Marco Pezzati - www.marcopezzati.it/
Giulia Ferrando - //giuliaferrando.it/
Sara Spallarossa - www.saraspallarossa.it/
Donato Aquaro - www.donatoaquaro.net/
Giulia Molinari - www.giuliamolinari.com/
Francesco Mancini
Luigi Fogliati
Martina Serra
-------------------------

LINK:
Olivia Giovannini
www.oliviagiovannini.net

Opiemme
www.opiemme.com

ReteDanzaContempoLigure
www.danzacontempoligure.org
www.facebook.com/pages/danzacontempoligureorg/186938631320651


The Bogliasco Foundation
www.bfny.org

Arbusti
www.arbusti.org/

Artu
www.associazioneartu.it/
-------------------------

COLLABORAZIONI:

Opiemme:

Opiemme esplora il territorio di confine tra poesia e immagine, dove la parola è libera di trasformarsi in segno grafico arricchendosi di nuovi significati - da leggere, da guardare.
La poesia diventa segno con cui tracciare nuove immagini. Le immagini diventano parole con cui comporre nuova poesia.
Opiemme vive e lavora a Torino.
www.opiemme.com


Il tuo browser non supporta JavaScript oppure hai disabilitato JavaScript.



















# 13 // on HER own

maggio 013 / ARIANNA
luglio 013 / AURA